Leasing - Consulenza per Anomalie, Analisi Contratti

Contattaci per un'Analisi gratuita e senza impegno del contratto di Leasing. I nostri esperti possono individuare clausole illecite e anomalie.

> ILLEGITTIMITÀ NEI CONTRATTI DI LEASING

 

Errori di calcolo sulle indicizzazioni del tasso base dei cambi e sulla conversione di valuta estera, errori sull’applicazione dell’iva, indeterminabilità del costo dell’operazione ed anche pattuizione e riscossione di tassi usurari, determinano l’illegittimità dei contratti di Leasing e l’onere in capo alle banche ed alle società di intermediazione finanziaria di restituire gli importi illecitamente riscossi mediante il pagamento dei canoni.

 

In particolare sul tema dell’usura, le più recenti sentenze della Corte di Cassazione (Sent. nn. 350, 602 e 603 del 2013) si sono conformate all’interpretazione data dalla Corte Costituzionale nell’affermare che tutte le voci di costo presenti nei contratti di finanziamento – ivi comprese le spese d’istruttoria, le commissioni, le assicurazioni obbligatorie, le penali, le commissioni di massimo scoperto - ma anche, e soprattutto, gli interessi di mora (spesso tassi elevatissimi che si aggiungono al tasso fisso o variabile previsto contrattualmente), concorrono all’individuazione del costo del finanziamento e così, quasi sistematicamente, lo stesso finisce con il superare il tasso usurario in violazione della Legge 108 del 1996.

 

 

Ci sono irregolarità nel tuo contratto di Leasing? Chiedici una consulenza  CONTATTACI ORA

 

 

> PUOI OTTENERE UN RIMBORSO?

 

La legge è chiara: ai sensi e per gli effetti del II comma dell’art. 1815 c.c. “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. La banca o la società di intermediazione finanziaria sarà dunque costretta a restituire tutti gli importi già corrisposti dal cliente a titolo di interessi corrispettivi e/o moratori e ridurre i canoni ancora in scadenza epurandoli dagli interessi (salvo che per i rapporti estinti da oltre dieci anni, essendo per essi intervenuta la prescrizione).

 

 

Servizio Offerto da Antares Como

Offriamo ad ogni interessato una analisi gratuita e senza impegno del contratto di leasing, al fine di individuare l’esistenza di clausole illecite.

Solo successivamente e qualora di interesse verrà formalizzato il nostro contratto che, salvo un modesto contributo spese iniziale per la predisposizione della perizia atta ad individuare il valore di quanto ottenibile a rimborso ed uno successivo nel caso in cui il Cliente decida di dare corso alla azione giudiziaria, prevede un nostro compenso conteggiato solo a buon fine, ossia con una percentuale su quanto effettivamente ottenuto a rimborso, che sarà da corrispondere solo nel momento dell’effettivo realizzo. Nel compenso sono ricomprese tutte le spese legali e peritali a noi accollate.

Modalità del nostro intervento

La nostra Società ha fatto realizzare uno speciale programma informatico che permette di individuare, nel rapporto di leasing, anomalie, usi e comportamenti illegittimi dell’istituto di credito erogante e di rilevare la evenienza di superamento della soglia usura, la difforme o illegittima applicazione di interessi e altre voci di addebito e la rilevazione di errori nella indicizzazione dei tassi, nonché di quantificare con precisione matematica gli esatti importi addebitati o richiesti dall’istituto di credito in maniera illegittima. Esso permette, così, non solo di verificare il corretto rispetto, da parte delle banche, del contratto e della normativa di settore ma anche di quantificare la richiesta di ripetizione e/o storno degli importi indebitamente addebitati e / o riscossi dalla banca anzidetta per effetto di:

- saggio di interesse a tasso ultralegale (ex art. 117 TUB) illegittimamente applicato;

- difformità tra tasso contrattuale nominale e tasso contrattuale effettivo di ammortamento;

- interessi, remunerazioni e costi non concordati e non dovuti;

- saggio di interesse c.d. “usurario”, ossia oltre soglia usura ex Legge 108/96;

 

Il nostro intervento contrattuale si articola in due fasi, la prima di acquisizione di una perizia analitica e la seconda, da attivare solo a richiesta del cliente, finalizzata alla ripetizione di quanto di diritto.

Tali attività sono precedute da un primo nostro intervento, assolutamente gratuito e che non comporta alcun Vostro impegno, che si concretizza in una “Preanalisi” del rapporto di leasing, diretta ad individuare la presenza di elementi di impugnazione.

Per la esecuzione di detta Preanalisi, sarà sufficiente che ci facciate avere i seguenti documenti:

  • Copia del contratto di leasing da Voi sottoscritto;
  • Prospetto delle condizioni economiche allegato al contratto di leasing (documento di sintesi);
  • Contabili di versamento dei canoni pagati con l’addebito di interessi di mora;
  • Eventuale documentazione riguardante la rinegoziazione del leasing;
  • Eventuale documentazione riguardante modificazioni unilaterali delle condizioni contrattuali;
  • Piano di ammortamento;
  • Estratto conto bancario;
  • Contabili di versamento canoni di ammortamento;
  • Fatture di pagamento dei canoni.

 

Grazie a detta Preanalisi gratuita, saremo nella condizione di verificare la presenza di anomalie idonee ad impugnare il contratto.

Solo in tal caso e se di Vostro interesse verrà sottoscritto il nostro contratto di consulenza per la redazione di un analitico elaborato peritale finalizzato alla precisa quantificazione degli importi indebitamente richiesti e potenzialmente ottenibili a rimborso ed un primo intervento del legale, con noi convenzionato a cui verrà da Voi conferita idonea procura per la redazione e invio do una prima lettera di contatto, con diffida alla ripetizione e interruzione dei termini..

Tali strumenti saranno, perciò, indispensabili per la seconda fase del nostro intervento che sarà attivata solo nel caso di Vostro consenso e nel caso in cui deciderete di procedere per l’ottenimento di quanto di diritto.

 

Contenuto del CONTRATTO:

FASE 1) Redazione della perizia con quantificazione dell’importo potenzialmente ripetibile e primo intervento stragiudiziale del legale.

 

Detta fase, che segue la Preanalisi gratuita del contratto di leasing, sarà svolta con le seguenti modalità:

  • Disamina approfondita della documentazione contabile cartacea o su supporto informatico, già in possesso delConsulente o che verrà fornita dal Committente o acquisita dall’istituto di credito ai sensi dell’art. 119 TUB e finalizzata all’individuazione precisa:
  • dell’ammontare complessivo delle competenze addebitate a titolo di interessi ultralegali e spese;
  • del tasso effettivamente applicato al contratto di leasing analizzato;
  • del tasso di mora contrattualmente indicato o applicato al contratto di leasing analizzato;

(si procederà pertanto all’inserimento, in un apposito programma informatico, degli estratti conto relativi al conto corrente di riferimento, movimento per movimento, data per data, valuta per valuta, tenendo ben distinti i movimenti di capitale, oggetto del leasing, degli interessi, commissioni, remunerazioni, o spese collegate all’erogazione del finanziamento – c.d. frutti civili at. 820 III comma c.c.)

  • Analisi delle risultanze contabili che emergeranno al fine di accertare e verificare:

se il tasso effettivo corrisponde a quello nominale indicato nel contratto di leasing;

  • l’ammontare del canone effettivamente dovuto applicando il tasso nominale indicato nel contratto tenendo conto delle date di erogazione e dei rimborsi;
  • l’eventuale differenza tra il canone così calcolato ed il canone prospettato nel piano di ammortamento e il maggior costo complessivo del finanziamento;
  • il saggio di interesse c.d. “usurario”, ossia oltre soglia usura ex Legge 108/96;
  • A seguito della rilevazione di una o più delle condizioni di cui al precedente punto verranno compiute le seguenti ulteriori attività:
  • sviluppo di un nuovo piano di ammortamento utilizzando il tasso nominale corretto e/o il tasso legale vigente alla sottoscrizione del contratto e di quello eventualmente successivo ex art. 117 TUB;
  • adeguamento del tasso per il calcolo degli interessi ai saggi legali vigenti nei successivi periodi;
  • calcolo ed indicazione del corretto debito residuo in applicazione dei criteri di cui ai due punti precedenti (nella ipotesi di contratto a tasso fisso) fino alla estinzione naturale del contratto, tenuto conto dei versamenti pro tempore effettuati;
  • calcolo ed indicazione dell’importo delle somme illegittimamente addebitate o riscosse in relazione a ciascuno degli indicati rapporti;
  • consulenza tecnico - contabile nella predisposizione ed inoltro della lettera del legale di richiesta di rimborso e costituzione in mora dell’istituto di credito;

 

Al termine di tali attività verrà redatta e consegnata al Committente una analitica e dettagliata perizia tecnica contenente l’analisi del contratto e le risultanze contabili accertate.

 

Detta perizia sarà indispensabile per consentire ai nostri legali, ai quali verrà affidata idonea procura alle liti e ad negotiaper la rappresentanza e assistenza stragiudiziale, di predisporre ed attuare il primo contatto con la l’istituto di credito che si concretizzerà con l’invio di una lettera diffida e messa in mora finalizzata all’ottenimento di quanto dovuto ed anche per interrompere l’eventuale prescrizione.

 

La FASE 1 comporta un modesto costo fisso, a titolo di rimborso spese peritali e legali, commisurato al valore del leasing.

 

 

FASE 2) Attività di recupero della somma indicata in perizia.

 

Tale fase verrà attivata, in caso di mancato raggiungimento di un accordo stragiudiziale con l’istituto di e solo a richiesta delCommittente. Tale fase comporta un costo fisso di concorso spese, commisurato con la quantificazione dell’importo ripetibile indicato nella perizia fornita al Committente.

Detta fase comporta e ricomprende i seguenti adempimenti:

  • conferimento di idonea procura alle liti e ad negotia per la rappresentanza e assistenza stragiudiziale, per la fase di Mediaconciliazione di cui al DL 69/2013, in quanto obbligatoria, e per quella giudiziale relativa ai procedimenti da promuovere nei confronti dell’istituto di credito per il rimborso di tutto quanto di diritto o per la opposizione a procedure esecutive in corso;
  • supporto tecnico nell’opera del legale nei contatti con l’istituto di credito, con coordinamento e assistenza tecnica nelle trattative per la eventuale definizione stragiudiziale della vertenza anche nella fase di Mediaconciliazione;
  • periodici aggiornamenti e relazioni, a richiesta, circa lo stato e l’esito dei contatti e delle attività stragiudiziali promosse;
  • assistenza tecnica di supporto nella attività giudiziaria promossa avanti alla giurisdizione competente, con indicazione di consulente tecnico di parte (C.T.P.) da nominare nella eventuale consulenza tecnica che venisse giudizialmente disposta nella fase della istruttoria processuale o nella procedura di opposizione all’esecuzione.

 

Il nostro compenso è concepito con la formula, per noi ormai consueta, del compenso a buon fine, ossia modesto costi fissi per le Fasi 1 e 2, a parziale rimborso delle pure spese vive e con compenso commisurato con una percentuale calcolata su quanto effettivamente ottenuto a rimborso e a beneficio economico.

Esso sarà da pagarsi solo nel caso e nel momento in cui detto rimborso/beneficio verrà conseguito e ricomprende il nostro accollo di ogni onere giudiziario, legale e peritale di parte (C.T.P.) con la sola esclusione del C.T.U. (consulente tecnico d’ufficio) e del procuratore domiciliatario, preferibilmente da Voi stessi segnalato.

 

SCHEMA RIASSUNTIVO

A) Predisposizione gratuita e senza impegno di una Preanalisi del contratto di leasing diretta ad individuare vizi e anomalie contrattuali.

Per tale Preanalisi esplorativa di impugnabilità, dovranno esserci consegnati i seguenti documenti :

 

  • Copia del contratto di leasing da Voi sottoscritto;
  • Il prospetto delle condizioni economiche allegato al contratto di leasing (documento di sintesi);
  • Contabili di versamento delle rate pagate con l’addebito di interessi di mora;
  • Eventuale documentazione riguardante la rinegoziazione del leasing;
  • Eventuale documentazione riguardante modificazioni unilaterali delle condizioni contrattuali.
  • Piano di ammortamento;
  • Estratto conto bancario;
  • Contabili di versamento delle rate di ammortamento.

 

B) Stipula del nostro contratto che prevede due fasi:

 

FASE 1) Predisposizione ed inoltro di perizia diretta a quantificare l’ammontare degli importi ripetibili e primo intervento stragiudiziale del legale

Tale fase comporta un costo fisso, a titolo di rimborso delle spese peritali e legali, commisurato al valore del leasing.

 

FASE 2) Azioni di rimborso delle somme indicate in perizia.

Tale fase verrà attuata solo a richiesta del cliente e comporterà un costo fisso che ricomprende ogni onere giudiziario e tecnico, compreso il nostro accollo di ogni spesa del legale e del consulente tecnico di parte (C.T.P.) per le azioni giudiziarie da intraprendere, con la sola esclusione del Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.) e del procuratore domiciliatario.

 

COMPENSO

Salvo i due costi fissi per la FASE 1 e Fase 2 il nostro compenso è calcolato con una percentuale su quanto sarà ottenuto a rimborso e/o decurtazione della rata e sarà da pagarsi solo nel caso ed al momento dell’effettivo ottenimento del rimborso e/o riduzione della rata.

Approfondimento

IL CONTRATTO DI LEASING

Nozione giuridica

Definizione di contratto di leasing finanziario: Il leasing finanziario consiste in un’operazione mediante la quale una società finanziaria acquista, per conto di una impresa industriale o commerciale, un bene ad essa necessario per lo svolgimento del proprio processo produttivo, ed alla stessa lo cede in godimento, per un periodo in genere corrispondente all’intera utilità economica del bene medesimo. Nell’ambito di tale rapporto la società di leasing, obbligandosi ad acquistare il bene dal produttore, dimostra di avere a disposizione capitali da impegnare, cioè di essere una vera e propria società finanziaria; l’impresa utilizzatrice, da parte sua, dimostra di ricercare il finanziamento necessario di un bene strumentale, che prevede di mantenere inserito, per un periodo di tempo determinato, nella propria struttura produttiva. Il leasing finanziario si pone, dunque, in termini reali, come una forma tecnica di finanziamento delle imprese, la quale si mostra, da un lato, particolarmente vantaggiosa per l’installazione ed utilizzazione dei macchinari di notevole valore, in quanto consente una congrua rateizzazione degli oneri relativi, parallela ai ratei di ammortamento, e consente altresì di superare le difficoltà del ricorso ai tradizionali canali di credito.Esistono diverse di tipologie di contratto, differenziate sostanzialmente dalla funzione dello stesso:

Il leasing di godimento ricorre ogniqualvolta i beni che costituiscono oggetto del contratto non siano atti a conservare un apprezzabile valore residuale al termine stabilito (Cass. Civ. Sez.III, 18229/03; Cass. Civ. Sez. Unite,65/1993). La finalità del contratto di leasing di godimento è quella di finanziare la fruizione di un bene. La durata del contratto coincide al periodo in cui si compie il ciclo di utilizzazione di quanto ne costituisce l’oggetto. In tale fattispecie l’importo dei canoni si pone quale corrispettivo della predetta fruizione, qualificandosi il rapporto come adesecuzione continuata; l’eventuale risoluzione del contratto per inadempimento dell’utilizzatore non è idonea ad incidere sulle prestazioni già eseguite, secondo il principio di cui al primo comma dell’art. 1458 c.c.

Il leasing traslativo si configura nei casi in cui la negoziazione sia riferita a beni idonei a conservare alla scadenza del contratto un valore residuo superiore all’importo convenuto per l’esercizio del diritto di opzione. Il trasferimento della proprietà del bene all’utilizzatore costituisce non già un esito eventuale e privo di una consistenza economica, bensì la sorte programmata dalle parti in sede di conclusione del contratto.

Il contratto di leasing operativo: è il contratto con il quale un soggetto concede in godimento un bene “standardizzato” da lui stesso prodotto, ricevendo in corrispettivo un canone periodico. Il rapporto è, di norma, soltanto bilaterale, tra locatore, che ne è anche il produttore, e conduttore; manca l’opzione di acquisto, ed il canone è rapportato al valore d’uso del bene. La dottrina unanime riconduce il leasing operativo alla ordinaria locazione.

Il contratto di leasing “sale and lease back”: con tale tipologia contrattuale un’impresa commerciale o industriale vende un bene immobile di sua proprietà ad un imprenditore finanziario che ne paga il corrispettivo, diventandone proprietario e che contestualmente lo cede in locazione finanziaria (“leasing”) alla stessa venditrice, la quale versa periodicamente dei canoni di “leasing” per una certa durata, con facoltà di riacquistare la proprietà del bene venduto, corrispondendo al termine di durata del contratto il prezzo stabilito per il riscatto.

 

LA FUNZIONE DI FINANZIAMENTO DEL LEASING FINANZIARIO

Il d.lgs. 385/1993, il quale costituisce il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia stabilisce che l’attività di concessione di finanziamento, sotto qualsiasi forma, al pubblico può essere svolta soltanto dalle banche, ovvero dai soggetti iscritti all’elenco di cui all’art. 106 del t.u.

Il decreto ministeriale n. 29 del 17 febbraio 2009, che ha abrogato il decreto del Ministro del Tesoro del 6 luglio 1994, ha specificato, all’art. 3, che “per attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma si intende la concessione di crediti, ivi compreso il rilascio di garanzie sostitutive del credito e di impegni di firma . Tale attività comprende, tra l’altro, ogni tipo di finanziamento connesso con operazioni di: a) locazione finanziaria (…)”. La disposizione in esame pone una restrizione soggettiva importante, riservando l’attività professionale di intermediazione finanziaria di leasing alla banche e alle società autorizzate, ponendo per questa via, l’accento sulla funzione di finanziamento del contratto di leasing.

 

USI BANCARI ILLECITI IN MATERIA DI CONTRATTO DI LEASING

L’IMPUGNABILITA’ PER VIZI CONTRATTUALI E CONTABILI

1)    L’USURA

RIFLESSI CIVILISTICI SUL CONTRATTO

L’attuale disciplina dell’usura è stata innovata alla luce della legge 7 marzo n. 1996 n. 108 con la quale il legislatore si è proposto l’obiettivo di fornire una lettura unitaria del fenomeno dell’usura delineandone in modo compiuto le conseguenze civilistiche e penalistiche.

Sotto l’aspetto civilistico, la disposizione di riferimento è rappresentata dall’art. 1815 c.c., anch’esso ricodificato nell’azione innovatrice della legge 108/1996.

Ai sensi e per gli effetti del II comma dell’art. art. 1815 c.c., così come innovato, “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” (nella precedente formulazione il superamento del tasso usura comportava esclusivamente la riduzione degli interessi usurari nella misura legale).

La disposizione, pur dettata con specifico riferimento al contratto di mutuo, è in realtà, espressione di un principio generale, per cui la violazione della norma imperativa, dettata a tutela di un pubblico interesse, che vieta e punisce penalmente la pattuizione di interessi usurari, determina la nullità della clausola, con la conseguenza che nessun interesse è dovuto dal debitore.

Un importantissimo e innovativo rilievo in tema di impugnabilità dei rapporti di finanziamento è stato, infine, introdotto dalle recenti sentenze n. 350 del 9 gennaio 2013, e nn. 602 e 603 dell’11 gennaio 2013 della Corte di Cassazione, con le quali è stato affermato chegli interessi moratori comunque pattuiti in contratto, anche se non applicati, concorrono alla determinazione del tasso usurario.

Tale nuova importante precisazione giurisprudenziale comporta la conseguenza che il saggio di interesse effettivo così come complessivamente calcolato, sommando tutte le componenti di costo, finisce per superare, spesso, la soglia usura come sopra definita, con la possibilità per il cliente, di impugnare il contratto e di richiedere la ripetizione di tutti gli interessi addebitati, in applicazione del detto art. 1815 II comma c.c., nonché la riduzione al solo capitale dei canoni ancora a scadenza

RIFLESSI PENALI E BENEFICI ECONOMICI STATALI PREVISTI A SOSTEGNO DELLE VITTIME DELL’USURA

 

Sotto l’aspetto penalistico, il superamento del tasso soglia usura è punito ai sensi e per gli effetti dell’art. 644 c.p.  che propone una lettura marcatamente oggettiva del fenomeno dell’usura (“per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”); In particolare il citato III comma  dell’art. 644 affida alla legge  il compito di determinare il tasso d’interesse oltre il quale gli interessi sono da considerarsi usurari. In sostanza l’usura viene determinata dal dato oggettivo del mero superamento del tasso soglia degli interessi indipendentemente dai rapporti tra le parti e dell’eventuale condizione di bisogno del mutuatario. Secondo la giurisprudenza penale “ai fini della configurabilità dell’usura, non è necessario lo stato di bisogno della vittima, costituendo quest’ultimo un’aggravante del reato; stato di bisogno che, peraltro, può essere di qualsiasi natura, specie e grado, corrispondendo a una determinata condizione psicologica cui l’usurato venga a trovarsi per le più svariate ragioni (Cass Pen. 24.09.2009 n. 43840).

Permane poi una seconda fattispecie di usura c.d. soggettiva, descritta dalla seconda parte del terzo comma dell’art. 644 c.p. che prevede che “sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori al limite stabilito dalla legge che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e del tasso medio praticato e al medio praticato per le operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro…, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

Per i fatti di usura in corso di accertamento della Autorità Penale il Legislatore ha, inoltre, introdotto degli interessanti benefici statali a sostegno delle vittime di tale fattispecie criminosa che esercitano attività imprenditoriali, commerciale artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione.

Difatti, alla iscrizione nel registro delle notizie di reati di fatti di usura consegue la facoltà, per colui che a tale azione ha dato impulso, di accedere ai benefici introdotti dal Legislatore, ovvero la concessione di un mutuo senza interesse (art.14, comma 2, L. 108/96) e la sospensione / proroga di un termine pregiudizievole (art. 20 Legge 44/99) e ciò prima che l’accertamento della azione penale sia stato concluso e quindi in fase di indagine.

In ossequio alle disposizioni di Legge, così come peraltro parzialmente modificate con la novella n. 3 del 07/01/2012, l’iter previsto per accedere a detti benefici prevede la possibilità di inoltrare, entro 6 mesi dalla data in cui la persona offesa ha notizia dell’inizio delle indagini, una richiesta al Prefetto territorialmente competente, corredata da un “business plan” dell’impresa richiedente.

Il Prefetto, dopo aver ricevuto la richiesta di mutuo e di sospensione / proroga dei termini pregiudizievoli, deve trasmettere l’elenco delle procedure esecutive pendenti contro il richiedente al Procuratore della Repubblica ove sono in corso le indagini, il quale, entro 7 giorni dalla ricezione, deve inviare il proprio parere al Giudice dell’esecuzione perché provveda sulla sospensione della esecuzione.

Allo stato della normativa vigente, la fruibilità della misura conservativa è comunque subordinata alla richiesta del mutuo senza interesse da parte del richiedente; mutuo avente quale finalità quella di reinvestire il capitale ottenuto nella attività della impresa stessa e non nel ripianamento di posizioni debitorie del richiedente, anche se connesse ai fatti di usura.

2)    ALTRI USI BANCARI ILLECITI IN MATERIA DI LEASING:

La determinazione e l’applicazione di tassi “usurari” non è l’unico elemento di illiceità rinvenibile nei rapporti contrattuali di mutuo stipulati con gli istituti di credito; sussistono, infatti, altre ragioni di impugnabilità, quali:

a)    Errori di calcolo sulle indicizzazioni del tasso base dei cambi e sulla conversione di valuta estera,

b)    errori sull’applicazione dell’i I.V.A.,

c)    indeterminabilità del costo dell’operazione.

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