Mutui - Analisi Contratti, Anatocismo e Rimborso Interessi

Analizziamo senza impegno il contratto di Mutuo, per individuare anomalie, usi e comportamenti illegittimi dell'istituto erogante e ottenere un rimborso

> SUPERAMENTO TASSO USURAIO

 

La recente giurisprudenza (Cassazione Sent. 350/13) in materia di comportamenti illeciti nei contratti di mutuo si è conformata nell’affermare che tutte le voci di costo presenti nei mutui – ivi comprese le spese d’istruttoria, le commissioni, le assicurazioni obbligatorie, le penali, le commissioni di massimo scoperto - ma anche, e soprattutto, gli interessi di mora (spesso tassi elevatissimi che si aggiungono al tasso fisso o variabile previsto contrattualmente), concorrono all’individuazione del costo del mutuocosì, quasi sistematicamente, lo stesso finisce con il superare il tasso usurario in violazione della Legge 108 del 1996.

 

> RESTITUZIONE INTERESSI CORRISPETTIVI/MORATORI

 

La legge è chiara: ai sensi e per gli effetti del II comma dell’art. art. 1815 c.c. “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. La banca erogante sarà dunque costretta a restituire tutti gli importi già corrisposti dal cliente a titolo di interessi corrispettivi e/o moratori e ridurre le rate ancora in scadenza epurandole dagli interessi (salvo che per i mutui estinti da oltre dieci anni, essendo per essi intervenuta la prescrizione).

 

 

Consulenza per individuare anomalie nel tuo contratto di mutuo? CONTATTACI ORA

 

 

> ALTRI USI BANCARI ILLECITI

 

Analogo diritto al rimborso riguarda anche altri usi bancari illeciti, come ad esempio la maggiorazione della rata contrattualmente pattuita (indicazione di un TAN diverso e inferiore rispetto a quanto effettivamente versato), concessione di mutui fondiari per un importo eccedente l’80% del valore dell’immobile, mutui di liquidità che di fatto vanno ad appianare posizioni estranee alla causa per cui vengono rilasciati, anatocismo sulle rate scadute e non pagate.

 

 

Servizio Offerto da Antares Como

Offriamo ad ogni interessato una analisi gratuita e senza impegno del contratto di mutuo, al fine di individuare l’esistenza di clausole illecite.

Solo successivamente e qualora di interesse verrà formalizzato il nostro contratto che, salvo un modesto contributo spese iniziale per la predisposizione della perizia atta ad individuare il valore di quanto ottenibile a rimborso per l’immediata contestazione stragiudiziale ed uno successivo nel caso in cui non fosse possibile definire transattivamente la controversia ed il Cliente decida di dare corso alla azione giudiziaria, prevede un nostro compenso conteggiato solo a buon fine, ossia con una percentuale su quanto effettivamente ottenuto a rimborso, che sarà da corrispondere solo nel momento dell’effettivo realizzo.

Nel compenso sono ricomprese tutte le spese legali a noi accollate. In alternativa Antares propone, l’esecuzione del contratto senza spese iniziali e pertanto a titolo completamente gratuito sino all’esito finale a fronte di una maggiorazione del compenso a buon fine.

Modalità del nostro intervento

La nostra Società ha fatto realizzare uno speciale programma informatico che permette di individuare, nel rapporto di mutuo, anomalie, usi e comportamenti illegittimi dell’istituto di credito erogante e di rilevare la evenienza di superamento della soglia usura e la difformità tra TAN e TAEG, la difforme o illegittima applicazione di interessi e altre voci di addebito, nonché di quantificare con precisione matematica gli esatti importi addebitati o richiesti dall’istituto di credito in maniera illegittima. Esso permette, così, non solo di verificare il corretto rispetto, da parte delle banche, del contratto e della normativa di settore ma anche di quantificare la richiesta di ripetizione e/o storno degli importi indebitamente addebitati sul conto ordinario e sugli eventuali conti aperti ad hoc e / o riscossi dalla banca anzidetta per effetto di:

  • saggio di interesse a tasso ultralegale (ex art. 117 TUB) illegittimamente applicato;
  • difformità tra tasso contrattuale nominale e tasso contrattuale effettivo di ammortamento;
  • interessi, remunerazioni e costi non concordati e non dovuti;
  • saggio di interesse c.d. “usurario”, ossia oltre soglia usura ex Legge 108/96;

Il nostro servizio è preceduto da un primo nostro intervento, assolutamente gratuito e che non comporta alcun Vostro impegno, che si concretizza in una “Preanalisi” del rapporto di mutuo, diretta ad individuare la presenza di elementi di impugnazione.

Per la esecuzione di detta Preanalisi, sarà sufficiente che ci facciate avere i seguenti documenti:

  • Copia del contratto di mutuo da Voi sottoscritto;
  • Prospetto delle condizioni economiche allegato al contratto di mutuo (documento di sintesi);
  • Contabili di versamento delle rate pagate con l’addebito di interessi di mora;
  • Eventuale documentazione riguardante la rinegoziazione del mutuo;
  • Eventuale documentazione riguardante modificazioni unilaterali delle condizioni contrattuali.

Grazie a detta Preanalisi gratuita, saremo nella condizione di verificare la presenza di anomalie idonee ad impugnare il contratto. Solo in tal caso e se di Vostro interesse verrà sottoscritto il nostro contratto di consulenza che si articolerà in due fasi: la prima di acquisizione di una perizia analitica ed un primo contatto con l’istituto di credito erogante il finanziamento a mezzo dei legali con noi convenzionati; la seconda, da attivare solo a richiesta del cliente nel caso di mancato raggiungimento di un accordo stragiudiziale, finalizzata alla ripetizione di quanto di diritto. Per consentire la redazione dell’analitico elaborato peritale finalizzato alla precisa quantificazione degli importi indebitamente richiesti e potenzialmente ottenibili a rimborso ci dovrete fornire i seguenti documenti ad integrazione di quelli già consegnataci:

  • Piano di ammortamento;
  • Estratto conto bancario;
  • Contabili di versamento delle rate di ammortamento.

CONTENUTO DEL CONTRATTO

FASE 1) Redazione della perizia, quantificazione dell’importo potenzialmente ripetibile e primo intervento legale stragiudiziale.

Detta fase, che segue la Preanalisi gratuita del contratto di mutuo, sarà svolta con le seguenti modalità:

a) Disamina approfondita della documentazione contabile bancaria, cartacea o su supporto informatico, già in possesso del Consulente o che verrà fornita dal Committente o acquisita dall’Istituto di credito ai sensi dell’art. 119 TUB e finalizzata all’individuazione precisa:

dell’ammontare complessivo delle competenze addebitate a titolo di interessi ultralegali, interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto, c.d. giorni di valuta e spese di tenuta conto per tutta la durata del rapporto;
del tasso effettivamente applicato al contratto di mutuo analizzato;
del tasso di mora contrattualmente indicato o applicato al contratto di mutuo analizzato;
(si procederà pertanto all’inserimento, in un apposito programma informativo, degli estratti conto relativi al conto corrente di riferimento, movimento per movimento, data per data , valuta per valuta, tenendo ben distinti i movimenti di capitale oggetto del mutuo degli interessi, commissioni, remunerazioni, o spese collegate all’erogazione del finanziamento – c.d. frutti civili at. 820 III comma c.c.)

b) Analisi delle risultanze contabili che emergeranno al fine di accertare e verificare:
se il tasso effettivo corrisponde a quello nominale indicato nel contratto di mutuo;
l’ammontare della rata effettivamente dovuta applicando il tasso nominale indicato nel contratto tenendo conto delle date di erogazione e dei rimborsi;
l’eventuale differenza tra la rata così calcolata e la rata prospettata nel piano di ammortamento e il maggior costo complessivo del finanziamento;
l’eventuale applicazione dell’interesse anatocistico con capitalizzazione trimestrale;
dell’eventuale applicazione della commissione di massimo scoperto;
il saggio di interesse c.d. “usurario”, ossia oltre soglia usura ex Legge 108/96;

c) A seguito della rilevazione di una o più delle condizioni di cui al precedente punto verranno compiute le seguenti ulteriori attività:

sviluppo di un nuovo piano di ammortamento utilizzando il tasso nominale corretto e/o il tasso legale vigente alla sottoscrizione del contratto e di quello eventualmente successivo ex art. 117 TUB;
adeguamento del tasso per il calcolo degli interessi ai saggi legali vigenti nei successivi periodi;
calcolo ed indicazione del corretto debito residuo in applicazione dei criteri di cui ai due punti precedenti (nella ipotesi di contratto a tasso fisso) fino alla estinzione naturale del contratto, tenuto conto dei versamenti pro tempore effettuati;
calcolo ed indicazione dell’importo delle somme illegittimamente addebitate o riscosse in relazione a ciascuno degli indicati rapporti;

Al termine di tali attività verrà redatta e consegnata al Committente una analitica e dettagliata perizia tecnica contenente l’analisi del contratto e le risultanze contabili accertate.

Detta perizia sarà indispensabile per consentire ai nostri legali, ai quali verrà affidata idonea procura alle liti e ad negotiaper la rappresentanza e assistenza stragiudiziale, di predisporre ed attuare il primo contatto con la Banca erogante il finanziamento che si concretizzerà con l’invio di una lettera diffida e messa in mora finalizzata all’ottenimento di quanto dovuto ed anche per interrompere l’eventuale prescrizione.

La FASE 1 comporta un modesto costo fisso, a titolo di rimborso spese peritali, commisurato al valore del mutuo.

 

FASE 2) Attività di recupero della somma indicata in perizia.

Tale fase verrà attivata, in caso di mancato raggiungimento di un accordo stragiudiziale con l’istituto di credito erogante il finanziamento e solo a richiesta del Committente. Tale fase comporta un costo fisso di concorso spese, commisurato con la quantificazione dell’importo ripetibile indicato nella perizia fornita al Committente.

Detta fase comporta e ricomprende i seguenti adempimenti:

Conferimento di procura speciale alle liti e ad negotia per la rappresentanza e assistenza nella fase di Mediaconciliazione di cui al D.L. 69/2013, in quanto obbligatoria, e per quella giudiziale relativa ai procedimenti da promuovere nei confronti dell’istituto di credito per il rimborso di tutto quanto di diritto o per la opposizione a procedure esecutive in corso;

consulenza tecnico - contabile nella predisposizione ed inoltro della lettera del legale di richiesta di rimborso e costituzione in mora dell’istituto di credito;

supporto tecnico nell’opera del legale nei contatti con l’istituto di credito, con coordinamento e assistenza tecnica nelle trattative per la eventuale definizione stragiudiziale della vertenza anche nella fase di Mediaconciliazione;

periodici aggiornamenti e relazioni, a richiesta, circa lo stato e l’esito dei contatti e delle attività stragiudiziali promosse;

assistenza tecnica di supporto nella attività giudiziaria promossa avanti alla giurisdizione competente, con indicazione di consulente tecnico di parte (CTP) da nominare nella eventuale consulenza tecnica che venisse giudizialmente disposta nella fase della istruttoria processuale o nella procedura di opposizione all’esecuzione.

Il nostro compenso è concepito con la, per noi ormai consueta, formula del saldo a buon fine, ossia con una percentuale calcolata su quanto effettivamente ottenuto a rimborso e all’effettivo beneficio economico.

Esso sarà da pagarsi solo nel caso e nel momento in cui detto rimborso/beneficio verrà conseguito e ricomprende il nostro accollo di ogni onere giudiziario, legale e peritale di parte (CTP) con la sola esclusione del CTU (consulente tecnico d’ufficio) e del procuratore domiciliatario, preferibilmente da Voi stessi segnalato.

 

SCHEMA RIASSUNTIVO

A) Predisposizione gratuita e senza impegno di una Preanalisi del contratto di mutuo diretta ad individuare vizi e anomalie contrattuali.

Per tale Preanalisi esplorativa di impugnabilità, dovranno esserci consegnati i seguenti documenti :

  • Copia del contratto di mutuo da Voi sottoscritto;
  • Il prospetto delle condizioni economiche allegato al contratto di mutuo (documento di sintesi);
  • Contabili di versamento delle rate pagate con l’addebito di interessi di mora;
  • Eventuale documentazione riguardante la rinegoziazione del mutuo;
  • Eventuale documentazione riguardante modificazioni unilaterali delle condizioni contrattuali.
B) Stipula del nostro contratto che prevede due fasi:

FASE 1) Predisposizione ed inoltro di perizia diretta a quantificare l’ammontare degli importi ripetibili e primo intervento legale stragiudiziale.

Per realizzare detta perizia dovranno esserci consegnati i seguenti documenti:

  • Piano di ammortamento;
  • Estratto conto bancario;
  • Contabili di versamento delle rate di ammortamento.
  • Procura stragiudiziale sottoscritta per il conferimento dell’incarico al legalecon noi convenzionato per il primo contatto con la Banca

Tale fase comporta un costo fisso, a titolo di rimborso delle spese peritali e del legale, commisurato al valore del mutuo.

FASE 2) Azioni di rimborso delle somme indicate in perizia.

La Fase 2 verrà attivata in caso di mancato raggiungimento di un accordo stragiudiziale con l’istituto di credito erogante il finanziamento e solo a richiesta del Committente. Tale fase comporterà un costo fisso che ricomprende ogni onere giudiziario e tecnico, compreso il nostro accollo di ogni spesa del legale e del consulente tecnico di parte (CTP) per le azioni giudiziarie da intraprendere, con la sola esclusione del Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) e del procuratore domiciliatario.

COMPENSO

Salvo i due costi fissi per la FASE 1 e Fase 2 il nostro compenso è calcolato con una percentuale su quanto sarà ottenuto a rimborso e/o decurtazione della rata e sarà da pagarsi solo nel caso ed al momento dell’effettivo ottenimento del rimborso e/o riduzione della rata.

OPZIONE ALTERNATIVA DI SPESE E COMPENSO

Per i soli rapporti di mutuo di importo capitale pari o superiore ad € 100.000,00, già estinti o regolarmente adempiuti per almeno 2/3 delle rate complessivamente previste dal piano di ammortamento allegato al contratto medesimo, il Committente ha la facoltà di optare per il compenso con formula di “esclusivo buon fine” che non prevede alcun onere o costo anticipato, con la sola esclusione dell’eventuale procuratore domiciliatario e, dunque, con la accollo integrale ad Antares di ogni onere e rischio connesso alle iniziative, anche giudiziali da intraprendere e con compenso solo a buon fine:

1) Costo Fisso Fase 1: € 0 (ZERO);
2) Costo Fisso Fase 2: € 0 (ZERO);

Compenso a buon fine determinato nella somma percentuale del 50% conteggiata sull’ammontare che sarà ottenuto a rimborso e/o decurtazione per capitale e interessi, in qualsiasi forma o termine detto vantaggio economico venisse ottenuto in qualsiasi momento e fase, stragiudiziale, di mediaconciliazione o giudiziale, della intraprendenda iniziativa ed in qualsiasi forma o termine, anche per compensazione con altri crediti bancari. Quanto riconosciuto e pagato a carico della Banca per spese legali e CTU, resterà di competenza rispettivamente del legale e del consulente. Detto compenso verrà richiesto in pagamento solo e nel momento dell’effettivo ottenimento del beneficio economico.

Approfondimento

Nozione giuridica

La figura generale del mutuo è regolata dall’art. 1813 c.c.: con il contratto di mutuo, una parte - mutuante – consegna all’altra – mutuatario – una determinata somma di denaro con l’obbligo, per quest’ultimo, della restituzione.

La funzione o causa giuridica del contratto di mutuo, che rientra tra i contratti di natura reale, è il prestito ai fini del consumo.

Salva diversa pattuizione, il mutuo si presume oneroso (art. 1815 I comma c.c.), onde il mutuatario è obbligato a corrispondere gli interessi sul denaro ricevuto dal mutuante.

Gli interessi costituiscono il corrispettivo che il mutuatario deve al mutuante per la disponibilità delle cose prese a mutuo e decorrono dalla stipulazione del contratto. Per tale motivo essi vengono tradizionalmente qualificati come interessi corrispettivi, con lo scopo e finalità di attribuire un corrispettivo al mutuante.

Altra cosa rispetto all’interesse corrispettivo, che come detto costituisce il prezzo dell’utilità che il mutuatario trae dalla disponibilità del denaro preso in mutuo (art. 1815 c.c.), è l’interesse di mora che è dovuto al mutuante nella misura e con gli effetti previsti dall’art. 1224 c.c. per il fatto del ritardo del debitore nell’adempimento delle obbligazioni.

La misura degli interessi viene concordata dalle parti. Ove le parti non l’abbiano stabilita, la misura degli interessi è quella legale, in virtù del disposto dell’art. 1284 II comma c.c.

Gli interessi devono, pertanto, essere pattuiti per iscritto dalle parti e determinati con precisione, pena l’applicabilità del solo interesse legale. La clausola contrattuale che determina il tasso è detta “clausola interessi ultralegali”.

L’adempimento, da parte del mutuatario, dell’obbligo di restituzione avviene in modo graduale nel tempo (c.d. durata del mutuo), attraverso versamenti periodici (rate), la cui cadenza può variare da mensile, trimestrale, semestrale, annuale.

L’art. 116 TUB (Testo Unico Bancario), disciplinando il contenuto del contratto, stabilisce che i contratti debbono indicare il tasso di interesse ed ogni altro prezzo e condizione applicati, inclusi gli eventuali maggiori oneri in caso di mora nel pagamento delle rate e le valute applicate per l’imputazione degli interessi.

 

Tipologie di mutui

La dottrina ha individuato diverse tipologie di mutuo ed in particolare ha distinto le seguenti figure: Il mutuo ipotecario, il mutuo fondiario ed il mutuo di scopo.

Contestualmente alla consegna dell’importo mutuato, sorge l’obbligazione alla restituzione della medesima quantità di denaro acquisita in proprietà dal mutuatario, incrementata, salvo patto contrario, degli interessi maturati (art. 1815 c.c.), il tutto entro un certo termine convenuto tra le parti (art. 1816 c.c.), o in difetto fissato dal giudice (art. 1817 c.c.).

L’incertezza dell’esatto adempimento alla restituzione, si traduce in un concreto rischio economico per il creditore. Di conseguenza, l’ipoteca (nel c.d. mutuo ipotecario), avendo per oggetto la costituzione di una garanzia reale su uno o più beni specifici, può garantire, in caso di inadempimento, il soddisfacimento coattivo del diritto di credito mediante la vendita forzata dei beni ipotecati.

La garanzia ipotecaria può essere concessa non solo dalla parte mutuataria, ma anche da un diverso soggetto terzo, estraneo alle obbligazioni nascenti dal contratto di mutuo.

Il mutuo fondiario trova la sua disciplina nel D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385 (artt. 38-42); il quale disciplina la concessione di finanziamenti a medio lungo termine garantiti da ipoteche esclusivamente di primo grado su immobili (art. 38 I comma TUB). La Banca d’Italia indica e determina l’ammontare massimo dei finanziamenti fondiari da stabilirsi in rapporto al valore dell’immobile ipotecato o al costo delle opere da eseguire sul bene. Il credito fondiario consiste, in buona sostanza, in una forma speciale di mutuo concesso da istituti di credito e finalizzato esclusivamente all’acquisto, alla costruzione o al miglioramento di proprietà immobiliari urbane con costituzione di ipoteca di primo grado sulle stesse.

Esso si differenzia dal mutuo ipo­te­ca­rio perché quest’ultimo può essere con­cesso anche per motivi diversi dall’acquisto o ristrutturazione di un immo­bile (liqui­dità).

Sotto un’unica disciplina normativa risiedono il mutuo fondiario ed il mutuo edilizio che si differenziano esclusivamente per l’esistenza o meno di un vincolo di destinazione della somma erogata.

Altra distinta tipologia di mutuo è quella del mutuo di scopo o di destinazione che consiste nel contratto di mutuo con cui una parte eroga all’altra un finanziamento finalizzato al raggiungimento di uno scopo specifico e quest’ultima si impegna sia alla restituzione della somma ricevuta a mutuo e degli interessi, e sia ad usare detta somma esclusivamente per realizzare il fine prefissato, secondo i tempi e le modalità stabilite.

La tipologia del mutuo di scopo è estranea all’impianto disciplinare del mutuo così come delineato all’interno del codice civile dagli artt. 1813 e ss. c.c. che, sotto l’aspetto causale, considera irrilevante la destinazione della provvista.

 

USI BANCARI ILLECITI IN MATERIA DI CONTRATTO DI MUTUO

 L’IMPUGNABILITA’ PER VIZI CONTRATTUALI E CONTABILI

 

  • L’USURA:

 

RIFLESSI CIVILISTICI SUL CONTRATTO

L’attuale disciplina dell’usura è stata innovata alla luce della legge 7 marzo n. 1996 n. 108 con la quale il legislatore si è proposto l’obiettivo di fornire una lettura unitaria del fenomeno dell’usura delineandone in modo compiuto le conseguenze civilistiche e penalistiche.

Sotto l’aspetto civilistico, la disposizione di riferimento è rappresentata dall’art. 1815 c.c., anch’esso codificato nell’azione innovatrice della legge 108/1996.

Ai sensi e per gli effetti del II comma dell’art. art. 1815 c.c., così come innovato, “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” (nella precedente formulazione il superamento del tasso usura comportava esclusivamente la riduzione degli interessi usurari nella misura legale).

Una riflessione giuridica si è posta in ordine alla applicabilità della nuova disciplina in relazione ai rapporti contrattuali già in corso al momento della sua entrata in vigore e a quei contratti di mutuo che fossero diventati usurari a seguito di un abbassamento del tasso soglia massimo previsto dalla legge.

L’orientamento giurisprudenziale più recente è quello di considerare illegittima comunque la applicazione di interessi che siano divenuti successivamente usurari, anche se la pattuizione del tasso sia avvenuta in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge.

Un Importantissimo e innovativo rilievo in tema di impugnabilità dei mutui è stato, in fine, introdotto dalle recenti sentenze n. 350 del 9 gennaio 2013, e nn. 602 e 603 dell’11 gennaio 2013 della Corte di Cassazione, con le quali è stato affermato che gli interessi moratori comunque pattuiti in contratto, anche se non applicati, e le Commissioni di Massimo Scoperto concorrono alla determinazione del tasso usurario.

Tale nuova importante precisazione giurisprudenziale comporta la conseguenza che il saggio di interesse effettivo così come complessivamente calcolato, sommando tutte le componenti di costo, finisce per superare, spesso, la soglia usura come sopra definita, con la possibilità per il mutuatario, di impugnare il contratto e di richiedere la ripetizione di tutti gli interessi addebitati, in applicazione dell’art. 1815 II comma c.c. nonché la riduzione al solo capitale delle rate ancora a scadenza

 

RIFLESSI PENALI E BENEFICI ECONOMICI STATALI PREVISTI A SOSTEGNO DELLE VITTIME DELL’USURA

Sotto l’aspetto penalistico, il superamento del tasso soglia usura è punito ai sensi e per gli effetti dell’art. 644 c.p. che propone una lettura marcatamente oggettiva del fenomeno dell’usura (“per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione dl credito”); In particolare il citato III comma dell’art. 644 affida alla legge il compito di determinare il tasso d’interesse oltre il quale gli interessi sono da considerarsi usurari. In sostanza l’usura viene determinata dal dato oggettivo del mero superamento del tasso soglia degli interessi indipendentemente dai rapporti tra le parti e dell’eventuale condizione di bisogno del mutuatario. Secondo la giurisprudenza penale “ai fini della configurabilità dell’usura, non è necessario lo stato di bisogno della vittima, costituendo quest’ultimo un’aggravante del reato; stato di bisogno che, peraltro, può essere di qualsiasi natura, specie e grado, corrispondendo a una determinata condizione psicologica cui l’usurato venga a trovarsi per le più svariate ragioni (Cass Pen. 24.09.2009 n. 43840).

Permane poi una seconda fattispecie di usura c.d. soggettiva, descritta dalla seconda parte del terzo comma dell’art. 644 c.p. che prevede che “sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori al limite stabilito dalla legge che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e del tasso medio praticato e al medio praticato per le operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro…, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

 

Per i fatti di usura in corso di accertamento della Autorità Penale il Legislatore ha, inoltre, introdotto degli interessanti benefici statali a sostegno delle vittime di tale fattispecie criminosa che esercitano attività imprenditoriali, commerciale artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione.

Difatti, alla iscrizione nel registro delle notizie di reati di fatti di usura consegue la facoltà, per colui che a tale azione ha dato impulso, di accedere ai benefici introdotti dal Legislatore, ovvero la concessione di un mutuo senza interesse (art.14, comma 2, L. 108/96) e la sospensione / proroga di un termine pregiudizievole (art. 20 Legge 44/99) e ciò prima che l’accertamento della azione penale sia stato concluso e quindi in fase di indagine.

In ossequio alle disposizioni di Legge, così come peraltro parzialmente modificate con la novella n. 3 del 07/01/2012, l’iterprevisto per accedere a detti benefici prevede la possibilità di inoltrare, entro 6 mesi dalla data in cui la persona offesa ha notizia dell’inizio delle indagini, una richiesta al Prefetto territorialmente competente, corredata da un “business plan” dell’impresa richiedente.

Il Prefetto, dopo aver ricevuto la richiesta di mutuo e di sospensione / proroga dei termini pregiudizievoli, deve trasmettere l’elenco delle procedure esecutive pendenti contro il richiedente al Procuratore della Repubblica ove sono in corso le indagini, il quale, entro 7 giorni dalla ricezione, deve inviare il proprio parere al Giudice dell’esecuzione perché provveda sulla sospensione della esecuzione.

Allo stato della normativa vigente, la fruibilità della misura conservativa è comunque subordinata alla richiesta del mutuo senza interesse da parte del richiedente; mutuo avente quale finalità quella di reinvestire il capitale ottenuto nella attività della impresa stessa e non nel ripianamento di posizioni debitorie del richiedente, anche se connesse ai fatti di usura.

 

  • ALTRI USI BANCARI ILLECITI IN MATERIA DI MUTUI:

La determinazione e l’applicazione di tassi “usurari” non è l’unico elemento di illiceità rinvenibile nei rapporti contrattuali di mutuo stipulati con gli istituti di credito; sussistono, infatti, altre ragioni di impugnabilità, quali:

  • Differenza tra tasso nominale contrattuale e tasso effettivo globale;

Il Tasso Annuo Nominale (T.A.N.), corrisponde al tasso indicato in contratto per conteggio degli interessi e per lo sviluppo del relativo piano di ammortamento. Esso non corrisponde al costo complessivo del mutuo e indica il punto di riferimento per la verifica dei conteggi.

Il Tasso Annuo Effettivo Globale (T.A.E.G.), definito anche Indicatore Sintetico di Costo (I.C.S.), è il tasso riassuntivo del mutuo. Il suo ammontare include, ai fini del computo del tasso soglia usura ai sensi dell’art 644 comma 4 c.p., le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito. Le banche sono tenute ad applicare nel piano di ammortamento allegato al contratto e nel corso del medesimo rapporto un tasso effettivo globale corrispondente a quello convenuto dalle parti e indicato nel medesimo contratto di mutuo. Il tasso nominale di interesse pattuito letteralmente nel contratto di mutuo non può essere maggiorato nel piano di ammortamento. Ogni divaricazione tra il tasso nominale convenuto e quello effettivamente applicato è illegittimo. Spesso le banche dichiarano nel contratto un tasso nominale minore rispetto a quello effettivamente applicato, non includendo i molteplici costi aggiuntivi (commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese). Tale comportamento illecito determina la violazione degli obblighi statuiti dagli artt. 820, 1284, 1346 c.c. vale a dire quello di predeterminare il tasso effettivo applicato al rapporto contrattuale. Siffatta pattuizione dell’interesse ultra-legale, è contraria anche alle norme che obbligano alla buona fede contrattuale (art. 1347 c.c. “Le parti nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto devono comportarsi secondo buona fede”; art. 1366 c.c. “il contratto deve essere interpretato secondo buona fede”; art. 1375 c.c. “il contratto deve essere eseguito secondo buona fede”). Laddove si accerti la non corrispondenza tra il tasso nominale indicato in contratto e quello effettivo di fatto praticato, il mutuatario ha diritto di richiedere la sostituzione del tasso ultralegale, indebitamente applicato, con il tasso legale pro tempore vigente, ovvero, in subordine, con tasso nominale e, nel caso in cui il tasso effettivo superi, anche solo in origine la soglia usura exLegge 108/1996, di richiedere, ai sensi dell’art. 1815 c.c. II comma, l’azzeramento di tutti gli interessi applicati dal creditore usurario, cui spetterà il rimborso del puro importo capitale, ovvero in subordine, il solo tasso legale.

 

 

  • Nullità dei contratti di mutuo accesi per “ripianare” scoperti in conto corrente con costituzione di “nuova garanzia”;

Il contratto di mutuo assolve ad una funzione di prestito ed ha ad oggetto danaro o cose fungibili, talché il mutuatario si obbliga a restituire non già le stesse cose ma cose identiche a quelle ricevute per specie e qualità (1813 c.c.). Il mutuo comporta il trasferimento della proprietà dei beni consegnati al mutuatario e, secondo l’opinione prevalente, è un contratto reale che si perfeziona con la consegna della cosa dal concedente al mutuatario (consegna della giuridica disponibilità della somma mutuata). La concessione di un mutuo che intervenga quando il mutuatario è già debitore della banca per saldi passivi relativi ad altri contratti regolati in conto corrente e che abbia la finalità esclusiva di ripianare tali esposizioni, non comporta alcun credito concesso al mutuatario.

Il debito dello stesso rimane pertanto identico e non vi è apporto di “danaro fresco”. Il contratto di mutuo, in buona sostanza, non viene stipulato per concedere un credito, ma per costituire una garanzia reale del debito preesistente. Il contratto appare viziato sotto il profilo causale con conseguente nullità ex art. 1418 c.c., in quanto la causa concreta di garanzia pare incompatibile con il tipo legale del mutuo.

 

  • Superamento del limite di finanziabilità – nullità parziale del contratto;

Ai sensi dell’art. 38, comma 1 TUB “il credito fondiario ha per oggetto la concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili”. Ai sensi del successivo comma 2 “la Banca d’Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, determina l’ammontare massimo dei finanziamenti, individuandolo in rapporto al valore dei beni ipotecati”. L’ammontare massimo dei finanziamenti di credito fondiario è pari all’80% del valore dei beni ipotecati.

Il limite di finanziabilità non è previsto a tutela dei singoli contraenti, banca e mutuatario, ma ha una più ampia valenza pubblicistica a favore e tutela del sistema economico e creditizio nel suo complesso. La giurisprudenza è unanime nel considerare che la violazione delle norme in materia di finanziabilità del credito fondiario non si sottrae alla sanzione della nullità del contratto, come prevista dell’art. 117, comma 8 TUB. In particolare, il perito estimatore non si deve limitare a valutare il bene secondo il suo valore di mercato o di realizzo, ma deve esprimere un prudente apprezzamento sulla futura negoziabilità dell’immobile, tenendo anche conto di tutte le circostanze che potrebbero modificarne il valore nel momento in cui il debitore divenisse inadempiente e subisse l’esecuzione.

Secondo la giurisprudenza si tratta di una nullità parziale e non totale ex art. 1419 c.c. e pertanto essa riguarda il mutuo soltanto per la somma eccedente i limiti di legge, nonché riguarda la corrispondente e dipendente iscrizione ipotecaria nei medesimi limiti. Il contratto di mutuo potrà essere dichiarato nullo per intero qualora, ai sensi del medesimo art. 1419 c.c., risultasse “che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che è colpita da nullità”.

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