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12.11.2019

Cosa sono i derivati finanziari: definizione, tipologie e rischi

Cosa sono i derivati finanziari: definizione, tipologie e rischi

Cosa sono i derivati finanziari: definizione, tipologie e rischi

I derivati finanziari sono strumenti che non hanno un loro valore intrinseco ma, come suggerisce il nome, derivano il loro valore dall’andamento di altri asset finanziari.

 

Questi asset, da cui deriva il valore di un derivato, sono chiamati sottostanti.

 

Le attività sottostanti possono essere:

-          di natura finanziaria: in questo caso, parliamo di azioni, tassi d’interesse, obbligazioni e indici di mercato;

-          di natura reale, cioè beni, come ad esempio il petrolio, l’oro, il cacao, ecc.

 

 Tipologie di derivati

I derivati sono contratti sempre più diffusi all’interno dei mercati finanziari, non solo in quelli regolamentati dalle autorità competenti, ma anche nei cosiddetti mercati OCT (Over the Counter).

I derivati negoziati all’interno dei mercati regolamentati dalle Borse hanno delle caratteristiche standardizzate per quanto riguarda il tipo di attività sottostante, la durata del contratto, ecc.

 

Tra i principali contratti derivati regolamentati troviamo:

-          Futures;

-          Opzioni;

-          Warrants;

-          ETF (Exchanged Traded Fund).

 

I derivati OTC, invece, vengono negoziati al di fuori dei mercati regolamentati ed effettuati direttamente tra le parti contraenti.

In questo caso, dunque, i contratti derivati OTC non sono quotati da nessuna borsa e, di conseguenza, le regole del contratto vengono decise privatamente e sono modificabili in qualsiasi momento.

I derivati OTC sono molto utilizzati dalla banche d’investimento.

 

Appartengono a questa tipologia di derivati:

-          Swap

-          Forward

 

Derivati finanziari: quali sono le finalità e come funzionano

Vista la grande moltitudine di derivati presenti nel mercato finanziario, va da sé che ci siano finalità d’uso differenti per ognuno di essi.

Possiamo dire che sono 2 le finalità principali associate alla negoziazione di derivati finanziari:

-          La speculazione;

-          La copertura dei rischi.

 

Finalità di speculazione

 

In questo caso, sia chi acquista che chi vende un titolo finanziario derivato scommette strategicamente su quello che in gergo finanziario è definito effetto leva, cioè il meccanismo che amplifica gli effetti positivi (profitti) o negativi (perdite) dell’investimento.

L’acquisto di un derivato per fini di speculazione è un esempio di “scommessa” e previsione sull’andamento del prezzo del sottostante.

 

Se, ad esempio, chi acquista un titolo derivato versa un importo minimo e scommette su un aumento di prezzo del sottostante che poi si registra effettivamente, ottiene dei vantaggi.

 

Infatti se un soggetto A acquista un bene X versando un importo inferiore rispetto al valore reale che il bene (sottostante) ha nel proprio mercato di riferimento, ne trae un guadagno e può rivendere il bene, poi, a un prezzo più alto.

 

La speculazione su un derivato ha, però, anche dei rischi.

 

Infatti se il valore di mercato del bene sottostante diminuisce, il soggetto A si trova a versare un importo di molto superiore rispetto al capitale iniziale investito, per effetto dell’oscillazione amplificata dei prezzi dovuta alla leva finanziaria.

 

In questo caso, dunque, andrebbe in perdita e potrebbe rischiare il fallimento, dovendo versare in ogni caso un importo superiore rispetto a quello iniziale o dovendo rivendere il sottostante a un prezzo nettamente inferiore.

 

Finalità di copertura dei rischi

Nel caso della copertura dei rischi, la finalità del derivato finanziario è quella di proteggere le parti da un rischio di mercato, in particolare da fluttuazioni indesiderate del prezzo del sottostante.

 

Per fare un esempio pratico: poniamo che un soggetto A si impegni ad acquistare una merce a un costo prefissato.

 

Uno dei rischi potrebbe essere che tale merce subisca nel tempo una diminuzione del prezzo di mercato rispetto al prezzo pattuito nel contratto iniziale. Il soggetto A, dunque, per tutelarsi da questo rischio, decide di vendere a un soggetto B la stessa merce ma a un prezzo leggermente superiore.

 

Dunque, se da una parte i derivati possono portare numerosi vantaggi per gli investitori che scommettono in modo vincente sul rialzo/ribasso di un asset finanziario sottostante, d’altra parte possono provocare ingenti perdite di denaro in pochi minuti se il valore del sottostante diminuisce.

 

Nel mercato finanziario odierno le più ingenti perdite si sono registrate per i sottoscrittori di contratti derivati di tipo swap.

 

Cos’è lo swap: esempi e tipologie

Gli swap, come abbiamo visto prima, sono contratti derivati OTC che le banche stipulano con i loro clienti (enti pubblici e imprese) fuori dai mercati regolamentati.

 

Dunque, le banche controllano in modo autonomo la gestione e la struttura di tutti gli elementi presenti nel  contratto derivato, senza che ci sia alcuna supervisione da parte delle autorità di mercato.

 

In tale contesto, molti clienti, privi di una conoscenza approfondita in materia di derivati finanziari, hanno sottoscritto dei contratti con le loro banche che presentavano evidenti vizi normativi e anomalie strutturali.

 

Tutto ciò ha arrecato un danno all’equilibrio finanziario di enti pubblici e imprese che non erano stati messi al corrente dalle proprie banche dei rischi e delle perdite a cui potevano andare incontro.

 

Nel mercato finanziario lo swap è un derivato che prevede lo scambio, tra due parti, di flussi monetari  in base al valore di un sottostante e versabili in date prefissate (solitamente ogni trimestre).

 

Lo swap, a seconda della tipologia e del valore del sottostante, ha altre sottocategorie.

 

Vediamo quali sono le principali.

 

Interest Rate Swap (IRS)

 

È una delle forme più diffuse di derivati finanziari, in cui i due contraenti si scambiano flussi monetari periodici calcolati come interessi su un capitale nozionale di riferimento.

In questo caso, quindi, il sottostante è rappresentato dall’andamento di un tasso di interesse.

 

L’Interest Rate Swap si fonda solitamente su due flussi monetari:

-          Uno è basato su un tasso di interesse fisso;

-          L’altro su un tasso di interesse variabile.

 

È ovvio che, se il tasso di interesse variabile risulta superiore rispetto a quanto concordato inizialmente, la parte che è obbligata a pagare un tasso fisso, matura in ogni caso un profitto. Al contrario, se il tasso variabile risulta inferiore a quello concordato all’inizio, matura una perdita, essendo obbligato a pagare un tasso fisso di fatto superiore.

 

Molto spesso le banche hanno venduto degli swap che hanno di fatto danneggiato i propri clienti.

 

 

Nonostante, infatti, venissero presentati come strumenti utili per “stare al riparo” da eventuali rischi legati a un rialzo dei tassi di interesse, enti pubblici e imprese si sono trovati a pagare ingenti somme alle proprie banche.

 

Currency Swap

 

Essi sono analoghi agli interest rate swap ma, a differenza di questi ultimi, prevedono lo scambio di flussi monetari di capitali (e non solo interessi) in valute diverse.

 

Commodity swap

 

Si tratta di un derivato legato al prezzo di una merce o di una materia prima (ad esempio, il petrolio).

 

Le due parti si scambiano nel tempo dei flussi di denaro che sono da un lato a un tasso fisso, dall’altro a un tasso variabile, sulla base dell’oscillazione di prezzo della commodity (merce o materia prima).

 

Questa tipologia di derivato avrebbe come funzione quella di tutelare sia il venditore che l’acquirente della merce o materia prima da eventuali ribassi o rialzi nel prezzo della commodity.

 

Credit default swap

 

È letteralmente un contratto di assicurazione contro il rischio di insolvenza di una data attività. Concretamente questo derivato protegge un’azienda dal rischio di fallimento.

 

Nello specifico, un soggetto, denominato protection buyer o compratore di protezione, per tutelarsi dal rischio di insolvenza di un secondo soggetto, cede una quota del rendimento del suo credito a un terzo soggetto, il protection seller che, in cambio di tale beneficio, si impegna a pagare in tutto o in parte l’eventuale perdita ai danni del compratore, dovuta alla possibile insolvenza da parte del secondo soggetto.

 

I derivati sono pericolosi?

Come abbiamo già detto, i derivati, se da una parte possono avere dei vantaggi ed essere titoli finanziari utili alla copertura di rischi, dall’altra hanno anche degli svantaggi.

 

I dati a nostra disposizione parlano da soli: ad oggi più di 300 clienti si sono rivolti a noi per richiedere un supporto a seguito della stipula di  contratti in strumenti finanziari derivati.

 

Questo dato ci dice che sono numerosi i contratti derivati non regolari o comunque viziati da anomalie o da violazioni delle norme del Testo Unico Finanziario (TUF).

 

Nel caso specifico degli swap, le banche “spingono” la stipula di questi contratti.

Infatti, essendo gli swap dei derivati non regolamentati, le banche possono agire indisturbate facendo i propri interessi e lucrando sui derivati stessi.

In che modo?

-          Attraverso una rimodulazione, una ristrutturazione o una rinegoziazione del contratto derivato, che comporta alla fine un indebitamento complessivo maggiore a carico del cliente;

-          Attraverso dei calcoli incomprensibili sulle fluttuazioni dei tassi d’interesse che, di fatto, vanno a favorire unicamente le banche.

 

Derivati finanziari: come ti aiutiamo

Quando un nostro cliente si rivolge a noi è perché ritiene che il contratto in derivati finanziari che ha stipulato sia contestabile dal punto di vista normativo e documentale.

 

Molto spesso, infatti, le banche non rispettano le norme relative ai contratti derivati e fanno firmare ai propri clienti dei documenti che contengono delle clausole “nascoste” (di cui il cliente non è assolutamente messo a conoscenza) che favoriscono esclusivamente gli istituti bancari.

 

In questi casi, è necessario impugnare il contratto derivato.

Il nostro modo di operare per l’impugnazione di un contratto derivato si compone di 4 fasi:

 

  1.        Pre-analisi, assolutamente gratuita e senza impegno, dei documenti relativi alla stipula del contratto, per l’esame di vizi o anomalie dello stesso;
  2.        Richiesta diretta alla banca di eventuale documentazione mancante, attraverso procedura di media conciliazione;
  3.        Eventuale azione penale, giudiziale o di arbitraggio, a seguito della comprovata presenza di comportamenti penalmente rilevanti e violazioni di carattere civilistico;
  4.        Eventuale richiesta di sospensione del contratto e di tutti gli oneri a carico del cliente e conseguente richiesta di rimborso per i danni subiti.

 

 

I nostri consulenti e legali esperti e specializzati nel settore sono pronti a supportarti in tutte le fasi allo scopo di raggiungere, qualora si riveli necessario, l’eventuale diritto a un rimborso.

 

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