Un falegname di nome Giuseppe (una storia vera)

09 Mag

Un falegname di nome Giuseppe (una storia vera)

La vita di Giuseppe è cambiata all’improvviso quando ha compiuto 50 anni. Crisi di mezza età? No, niente di tutto questo.

 

Facciamo un passo indietro. Fin da bambino, Giuseppe era cresciuto in una famiglia di falegnami. Prima suo nonno, poi suo padre: la passione per la falegnameria è sempre stata una tradizione di famiglia. E lui questa vocazione ce l’aveva nel nome.

 

Così Giuseppe ha preso delle redini dell’attività che era di suo nonno e di suo padre e ha portato avanti l’impresa di famiglia, specializzandosi nella realizzazione di arredamenti d’interni. Porte, finestre, tavoli, sedie, cucine e mobili su misura. Tutti realizzati con lo stile rustico toscano.

 

Nel 2017 Giuseppe ha compiuto 50 anni, ma nella sua mente non c’era posto per i festeggiamenti. C’era un pensiero fisso che lo tormentava, un tarlo che non lo lasciava dormire la notte. Da qualche tempo i rapporti con la banca, una cassa di risparmio della sua regione, erano diventati tesi: Giuseppe aveva l’impressione di non lavorare mai abbastanza per pagare le spese e gli interessi.

 

Cercando sul web, ha trovato il sito di Antares e ha letto degli articoli che parlavano di illeciti bancari. Voleva saperne di più, perciò ha fissato un appuntamento e ha chiesto subito di fare un’analisi gratuita dei conti correnti della sua attività.

 

Il risultato lo ha lasciato senza parole: in pochi anni, la banca gli aveva addebitato 31 mila euro di spese non dovute. L’avvocato ha detto che si trattava di anatocismo, che era un illecito e che poteva chiedere il rimborso. Giuseppe ci ha pensato su e ha deciso di dare l’incarico ad Antares per fare causa alla banca.

 

L’azienda era il gioiello della sua famiglia da tre generazioni e sentiva la responsabilità di proteggerla e di farla crescere in modo sano e onesto. Lo doveva a suo padre e suo nonno.

 

Nel giugno del 2021, l’avvocato deposita l’atto di citazione in tribunale. La prima udienza è a ottobre. Giuseppe sa che i tempi della giustizia possono essere molto lunghi. Gli avvocati di Antares gli hanno spiegato che ci vogliono almeno 2-3 anni prima di arrivare alla sentenza di primo grado.

 

In alcuni casi, ma sono molto rari, la banca offre subito un risarcimento parziale, pur di evitare di andare in tribunale. Il suo era uno di quei casi.

 

La banca offre a Giuseppe 17 mila euro, più della metà della cifra chiesta. Giuseppe accetta. La pratica è chiusa.

 

Sono passati meno di 6 mesi dall’atto di citazione. Ora Giuseppe può tornare a occuparsi dei suoi mobili e finalmente festeggiare quel compleanno che aveva rinviato per troppo tempo.

 

Quella di Giuseppe è una storia vera, ma il suo vero nome non è Giuseppe. Nella proposta di rimborso, la banca ha imposto una clausola di riservatezza per cui Giuseppe non può raccontare pubblicamente la sua storia e divulgare i dettagli dell’accordo.

 

Ma di storie come questa ce ne sono centinaia. Sono storie silenziose, invisibili. Sono le storie di successo di decine e centinaia di imprenditori che, grazie ad Antares, hanno ottenuto giustizia nei rapporti bancari e ottenuto il rimborso delle spese illecite.

 

Una di queste storie potrebbe essere la tua. Chiedi una consulenza gratuita per sapere se la tua azienda ha subito addebiti illeciti e quanto ti spetta come rimborso.

 

Se la tua azienda usa i fidi bancari, allora sei stato sicuramente vittima di anatocismo. Questa pratica è stata applicata in modo sistematico da tutti gli istituti di credito fino al 2000, anno in cui è stata praticamente legalizzata.

 

La prima cosa da fare è analizzare in dettaglio lo storico del conto corrente. Per farlo è sufficiente richiedere l’analisi gratuita dei rapporti bancari ad Antares.

 

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