Una questione di numeri (una storia vera)

09 Mag

Una questione di numeri (una storia vera)

106, 2005, 13, 68: questi sono i numeri che descrivono la storia di Ferdinando C e della sua azienda, un’impresa del settore edile.

 

Ferdinando C. è una persona molto pratica, sia nella vita privata che nel lavoro. Per questo, quando Antares gli ha presentato il risultato dell’analisi sui conti correnti della sua azienda, non ha fatto una piega. Ha semplicemente letto i numeri e ha preso la sua decisione.

 

106 mila euro: questa è la cifra che era stata addebitata illecitamente nel corso degli anni dall’istituto di credito con il quale l’azienda di cui è l’amministratore unico aveva aperto il rapporto di conto corrente con affidamento bancario.

 

Era la somma di anatocismo, spese non pattuite, commissioni ultra legali, mancato accredito di interessi attivi e altre voci minori. Tutte calcolate con precisione al centesimo dagli esperti di Antares.

 

I rapporti con la banca erano buoni, non c’era nessun problema. Ma i numeri mostravano chiaramente che l’azienda di Ferdinando vantava un credito. E Ferdinando voleva riscuotere quel credito.

 

2005: questo è l’anno da cui parte la documentazione raccolta per svolgere l’analisi. Il conto corrente era aperto da prima del 2000, ma non erano stati in grado di recuperare gli estratti conti degli anni precedenti. Chissà quanti soldi erano stati addebitati in modo illecito negli anni in cui gli interessi erano molto più alti di quelli di oggi.  

 

13: i mesi che sono passati dalla diffida fino all’accordo di mediazione. Considerando i tempi lunghi della giustizia italiana (gli esperti di Antares gli avevano detto che queste cause di solito richiedono 2-3 anni), questo è quasi un record. 

 

La diffida è stata depositata nel novembre del 2020, la mediazione ha avuto luogo nell’aprile del 2021 e la Banca ha formulato una proposta di accordo nel mese di ottobre dello stesso anno. In dicembre la chiusura della pratica, dopo 13 mesi esatti.

 

68 mila euro è la cifra rimborsata dalla Banca a conclusione della vicenda. L’azienda di Ferdinando ha continuato ad avere rapporti con la Banca, con la sola richiesta di chiudere il conto oggetto della contestazione e di aprire un nuovo conto, cioè un nuovo rapporto. 

 

La storia di Ferdinando è una storia vera. Anche le cifre e le date sono tutte vere. Per ragioni di privacy, non possiamo divulgare il nome dell’azienda né quello dell’istituto di credito, perché l’accordo di mediazione contiene una clausola di riservatezza. 

 

Ma questa non è una storia isolata. Anzi. Nel corso degli anni, Antares ha incontrato più di 2000 aziende come quella di Ferdinando. A tutte, ha fornito una consulenza gratuita per valutare l’importo che era stato addebitato illecitamente. Alcune di queste, hanno deciso di far valere i loro diritti e hanno chiesto il rimborso delle spese illecite. In 97 casi su 100, le aziende hanno ottenuto un rimborso da parte della banca. 

 

Anche la tua Azienda ha subito addebiti illeciti. Non è una domanda, è un’affermazione. Lo sappiamo perché l’anatocismo era applicato in modo sistematico da tutte le banche, benché fosse illecito. L’unica domanda che dovresti porti è questa: quanto vale questo illecito? Quanto ti spetta come rimborso?

 

Se vuoi una risposta a questa domanda, richiedi l’analisi gratuita di Antares. L’analisi è rapida, precisa, discreta e senza impegno. Se vuoi ottenere chiarezza sui conti correnti della tua azienda, chiamaci in ufficio allo 031 2401 45, scrivi un’email a info@antares-como.it, oppure compila il modulo presente nella pagina Contatti

 

Dal 2004 abbiamo aiutato più di 2000 aziende e abbiamo ottenuto oltre 65 milioni di euro come rimborso da parte delle banche. Se vuoi tutelare la tua azienda e proteggere il tuo patrimonio, richiedi subito l’analisi gratuita.